La Stampa – 04 Settembre 2019

Terry Gilliam e Achille Lauro contro gli eccessi del web: “Ragazzi, la vita vera è fuori”

Due padrini d’eccezione per il corto “Happy birthday”

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Una festa perfetta per Sara che compie 18 anni e per l’occasione si è scelta un abito da Marilyn.
Una villa da favola e tanti amici a festeggiarla. Giocolieri, maghi, pattinatrici e la sua band preferita.

La serata che tutte le ragazze vorrebbero vivere. Persino un ragazzo che la corteggia. Ma quando arriva la torta qualcosa
si spezza. Così inizia il corto Happy birthday evento speciale alla Mostra.

La festa pirotecnica perde colore, tutto si ferma e Sara sparisce dalla nostra vista. Perché Sara era in una realtà virtuale, Sara non esce dalla sua stanza da due anni, il padre disperato aveva creato una situazione parallela regalandosi l’immagine di un bel ragazzo per interagire con lei cercando di non interrompere un dialogo che non c’è più. Sara è una «hikikomori», il termine coniato dai giapponesi che per primi hanno riscontrato la patologia sociale sempre più diffusa tra i giovani.

Ci si riferisce a quanti decidono di ritirarsi dalla vita comunemente intesa rinchiudendosi nella propria camera da letto senza più alcun contatto fisico con il mondo esterno. In Italia si contano 100mila casi, in Giappone 500mila e riguardano principalmente gli adolescenti, dai 14 anni fino ai 30.

Il progetto transmediale su cui la Rai punta molto è il risultato di un concorso lanciato da One More Pictures e Rai Cinema
per identificare un tema che potesse avere sbocchi su più piattaforme. Il cortometraggio di Lorenzo Giovenga – che dice di essersi ispirato a serie televisive come Black Mirror – ha vinto e ha conquistato la possibilità di essere rimandato in più forme.

Protagonista Jenny De Nucci, social star come ora si fanno chiamare le influencer, uscita dal reality, Il collegio in onda su Raidue, scrittrice ed attrice. Il padre è interpretato da Fortunato Cerlino, il bravissimo attore napoletano diventato popolare
con Gomorra.

Soprattutto il progetto ha conquistato Achille Lauro (leader della band invitata alla festa di Sara) e Terry Gilliam, appassionato dello studio dei mondi distonici e che per questo ha realizzato creativamente il manifesto del film. «Tutto è diventato estremamente facile con internet, perché fa tutto al posto nostro – spiega Gilliam -. Solo che ti rende un soggetto passivo.

La realtà virtuale del web può essere distruttiva, eliminare la creatività, risucchiarti in un mondo dove non hai responsabilità. Invece i ragazzi devono imparare a assumersele. Il nostro mondo è complesso ma è l’unico che abbiamo, dobbiamo imparare a viverci».

Nel mondo di oggi, prosegue Gilliam, «gli incubi sono fin troppi e fin troppo orribili, non so neppure come potremmo saturare
con i film il mondo ridicolo in cui viviamo oggi, che mi deprime così tanto. I bambini però hanno bisogno di speranza, e i giovani possono incarnarla. Quando qualche mese fa ho visto milioni di studenti radunati a protestare (contro il riscaldamento globale, ndr) mi sono augurato che qualcosa del genere avvenisse tutti i mesi» Lauro, che sarà in giro con
il Rolls Royce tour fino ad ottobre , ha portato i brani C’est la vie e Midnight Carnival nel corto: «Mi sento perfetto in questo contesto. Io uso la tecnologia ma bisogna dire ai ragazzi che è sbagliato l’abuso e che può essere rischioso. La vita vera è fuori, con gli altri.

Onorato che abbiano pensato a me. E’ la prima volta che vengo alla Mostra di Venezia e mi sembra tutto “super pro”. Il tema sociale mi interessa, durante i miei concerti chiedo sempre di spegnere i telefonini» .